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Ci uniamo al movimento Open Startup: we grow, we make, we share

Condividere pubblicamente gli incassi giornalieri, le metriche sugli utenti e la storia dello sviluppo del proprio progetto, senza alcun tipo di segreto aziendale: questa è l’essenza del movimento Open Startup.

Quando capisci che non è l’idea che conta e che la vera differenza la fai con l’esecuzione, allora, farne parte, non è più così sconvolgente. Perché, in effetti, per arrivare al punto di creare Alea Makers con l’obiettivo di divulgare questo movimento in Italia, non è stato facile. 

Innanzi tutto, il gruppo è formato da chi sta scrivendo (Alessandro, piacere) e Gabriel: collaboriamo sullo sviluppo di nostri progetti dal 2015, quando iniziammo con YouRemind.
È stato un percorso difficile, in cui, partiti da totalmente estranei con il mondo startup, ci siamo lentamente ambientanti, costruendoci il mindset adeguato. Per non dilungarmi troppo, per “mindset adeguato” intendo dire che abbiamo capito e fatto nostro il metodo Lean Startup, che permette di individuare un business sostenibile riducendo al minimo i tempi e i costi. 
YouRemind è stata la nostra palestra, nonché il nostro primo fallimento (se ti interessa, puoi approfondire qui).
Dopo aver sospeso YouRemind, nell’aprile del 2019, abbiamo lanciato Fudeo, un side-project creato per testare le nostre competenze nell’ambito startup e per iniziare ad incassare qualche soldo. Dopo quattro giorni dalla prima ads, abbiamo convertito il primo cliente (qui puoi approfondire). 

 

Questo post vuole essere un’introduzione ad Alea Makers, quindi non entro nel dettaglio del nostro passato; arriviamo ad oggi, fine ottobre 2019.
Durante lo sviluppo di Fudeo, ci siamo resi conto che, per gestire i conti di cassa (entrate e uscite), il foglio di calcolo creato su Drive ci faceva perdere più tempo di quanto fossimo disposti a concedergli.
Abbiamo provato ad integrare Zapier, per automatizzare alcuni processi (come l’aggiunta di una riga contenente le informazioni di una vendita ogniqualvolta  Stripe registrava un incasso) ed è risultato, oltre che costoso, anche scomodo (non il servizio in sé, che è ottimo; non amiamo dover aprire Google Drive ogni volta che vogliamo controllare i conti). Inoltre, avevamo la necessità di tenere traccia di quanti soldi personali avessimo investito, così da gestire meglio l’eventuale spartizione dei ricavi.
Dunque, abbiamo deciso di crearci la nostra soluzione e capire se altri makers (o startupper/digital entrepreneurs, sono tutti sinonimi) avessero bisogno di utilizzarla.
Così nasce l’idea di Proance, l’app per gestire le finanze per progetti in fase early-stage. 
Che si venda un servizio, un prodotto digitale o uno fisico, vogliamo semplificare e automatizzare il più possibile la gestione e la consultazione dei conti (sviluppando un’app mobile ed integrando Stripe), offrendo anche un sistema di analytics per comprendere meglio l’andamento del proprio business.

E qui arriva l’Open Startup.
È un periodo nel quale stiamo seguendo diversi appartenenti alla comunità internazionale di indie-makers: uno tra tutti è Pieter Levels, creatore di NomadList e colui che ha reso popolare questo movimento all’interno dei makers. Infatti, andando su www.nomadlist.com/open, è possibile guardare tutte le sue metriche in tempo reale.

Essendo anche noi interessati a creare dei servizi, ciò che abbiamo maggiormente apprezzato, è la possibilità di guardare crescere un progetto e, immedesimandoci in lui, di provarne la sua soddisfazione. Semplicemente, ci piace osservare la crescita e l’evoluzione di un progetto.
Io e Gabriel ci siamo interrogati sulla possibilità di farlo anche noi e, alla fine, ci siamo detti “perché no?”.

Dopodiché abbiamo fatto qualcosa che da troppo tempo rimandavamo: ci siamo trovati un nome, Alea Makers, e abbiamo definito i valori base su cui costruire tutti i nostri progetti futuri.
Essendo la trasparenza uno dei princìpi fondamentali, mi sembra corretto scrivere che, oltre ad apprezzare e a credere fortemente in quei valori, portare l’Open Startup in Italia vuole essere anche un modo per attirare l’attenzione, così da amplificare l’interesse su Proance e tutti i nostri futuri progetti.
Comunque sia, siamo andati oltre. Infatti, per essere Open, è sufficiente pubblicare le metriche basilari (entrate mensili, traffico utenti mensile, dati sull’utilizzo mensile da parte degli utenti). Oltre a questo, che pubblicheremo appena sarà lanciato l’MVP, vogliamo condividere tutto il processo di sviluppo di Proance.
Sono già disponibili, sul nostro canale YouTube, le dirette streaming di Gabriel mentre sviluppa l’app da zero e, i prossimi post su questo blog, saranno specifici nel raccontare i ragionamenti e le decisioni che faremo, con l’aggiunta di schemi fatti alla lavagna, mockup e tutta la documentazione che produrremo per creare Proance.

Per concludere, i canali che utilizzeremo saranno molto specifici:

Al momento non è prevista la pagina Facebook.

Ovviamente, invitiamo chiunque fosse interessato a questo tema di seguirci e, nel caso ci fossero particolari domande, di contattarci su uno dei diversi canali di comunicazione messi a disposizione.

Il prossimo post sarà specifico su Proance: inizierò a descrivere la value proposition, il nostro target di riferimento, soffermandomi sul motivo delle diverse scelte.

Alea iacta est.